Allevamento di usignoli a scopo ornamentale e amatoriale

Da alcuni anni sono in pensione e sono ritornato nelle Marche. Ho ottenuto il permesso di allevare e detenere usignoli nati in cattività. L’autorizzazione mi è stata concessa dalla Provincia la quale mi ha rilasciato un registro di carico scarico che riconsegno aggiornato ogni anno entro il 31/12.

Ho potuto così riprendere l’antica passione!

Il primo passo è stato quello di aggiornarmi sull’alimentazione e sui nuovi prodotti. La scelta è caduta su: ROSSIGNOLO della Canary come base  con l’aggiunta di proteine durante la fase riproduttiva, aggiunta di sali minerali durante la muta ed aggiunta di una piccola percentuale del pastone FRUTTA VERA, sempre della Canary, durante il riposo invernale. A questo va aggiunta la razione giornaliera di camole della farina impanate con polvere di pastone.

Per portare a termine lo svezzamento dei nidiacei occorre STECCOPAST della Canary con l’aggiunta di omogenizzato di carota o farina di ortiche e sali minerali. In alternativa omogenizzato di manzo(si deteriora in fretta) con omogenizzato di carota o farina di ortiche e sali minerali.

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Il prodotto base maggiormente usato

Il secondo passo è stato procurarmi una coppia di riproduttori da un allevatore autorizzato.

Per la riproduzione si procede così: agli inizi di marzo si inizia un regime alimentare più ricco di proteine. A metà marzo si pongono i riproduttori in voliera; la femmina libera, il maschio chiuso in gimg_2747abbia.

img_2742Verso la fine di aprile si presta attenzione alla femmina e ai suoi movimenti. Non appena mostra il desiderio di costruire il nido si libera il maschio. Costruito il nido e deposte le uova si ripone il maschio in gabbia.

Dopo una settimana circa, allontanati i gatti del circondario, si tiene, di giorno, la porticina della voliera aperta avendo cura di richiuderla di notte.

L’allevamento in semilibertà è l’unico che da risultati certi.

Dopo cinque giorni dalla schiusa si provvede all’inanellamento avendo ricoperto prima gli anelli con del nastro marrone. All’ottavo giorno si richiude la voliera si prendono i piccoli e si procede con l’allevamento a mano. Nel frattempo liberato il maschio la femmina si dispone per la seconda ed ultima covata.

Published in: on 13/07/2009 at 3:27 PM  Commenti (10)  

Una antica passione

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Retino per le catture

La mia passione per gli usignoli è iniziata  alla fine degli anni 60 quando armato di retino attendevo impaziente la primavera per catturare i primi esemplari in arrivo.

Le catture avvenivano ai bordi delle macchie lungo il Po;  il più delle volte si trattava di esemplari mediocri, di taglia grossa e molto rustici.

Totalmente differente la situazione che ho trovato nelle Marche quando, tornando per  le vacanze Pasquali al  mio paese natale, queste coincidevano con l’arrivo dei primi usignoli; erano spesso di taglia piccola, docili e facili da appastellare, si stabilivano in collina in luoghi poco alberati e con piccole fratte e un ruscello nelle vicinanze. Sempre ottimi cantori.

Procedevo in questo modo: catturavo 4 o 5 maschi ed iniziavo l’appastellamento.

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Contenitore in cartone per l'appastellamento

Liberavo immediatamente gli esemplari che rifiutavano le camole e che al secondo terzo giorno socchiudevano gli occhi, liberavo quelli che al quindicesimo giorno non si rassegnavano alla prigionia e si dibattevano in continuazione nel tentativo di fuggire.

Alla fine dell’appastellamento, se andava bene, rimanevo con un esemplare valido che raramente iniziava a cantare subito, più spesso dovevo attendere l’anno seguente per sentirlo.

Nell’anno successivo, alla fine dell’inverno con l’aumento delle ore di luce e con un pastone gradualmente più ricco di proteine iniziava a cantare.

La gioia di sentirlo cantare durava dai primi di marzo alla fine di maggio quando, dovendo sostituirlo con la nuova cattura fatta ai primi di aprile, iniziavo l’inselvaticamento: ponevo la bestiola in voliera, diminuivo gradualmente la razione di pastone, aumentavo quella delle camole e dopo una decina di giorni aprivo la porticina. Per i primi giorni tornava e si cibava regolarmente di camole poi le visite erano sempre più rare fino a quando si dileguava e tornava uccel di bosco.

Quel periodo della mia vita terminò molto rapidamente: il lavoro, il matrimonio, la nuova legge che ne vietava le catture mi costrinsero ad abbandonare questa mia passione.

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Gabbia artigianale per usignolo

N.B. – Questa descrizione non vuole essere un incoraggiamento alla cattura degli usignoli, pratica tra l’altro vietata dalla legge ma semplicemente un ricordo di una attività(allora lecita) di tempi lontani.

Per contatti:

forse.si@anche.no

Cell. 3332309100

Published in: on 12/07/2009 at 10:38 PM  Commenti (5)  
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